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La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

 

SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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EDUCAMI

Nutrizione in Farmacia

26/09/2019, 15:01

melograno, alimentazione, superfood



Dal-melograno-un-aiuto-contro-l’invecchiamento-muscolare


 Che sia un frutto bellissimo e altamente scenografico è fuori di dubbio: il melograno..



Che sia un frutto bellissimo e altamente scenografico è fuori di dubbio: il melograno, con i suoi chicchi rossi, è il re delle tavole autunnali quando, essendo di stagione, viene consumato in tavola ed anche inserito in composizioni e centrotavola di fiori e frutta. Non è solo bello: è da sempre noto per essere un frutto ricco di proprietà benefiche, tanto da essere considerato un superfood, secondo una definizione oggi tanto di moda. Già gli antichi greci e romani ne conoscevano le proprietà e ne subivano il fascino: secondo alcune credenze religiose il melograno crescerebbe nel Giardino dell’Eden, mentre ai tempi nell’antica Grecia il melograno veniva fatto mangiare ai novelli sposi, in simbolo di fedeltà coniugale e abbondanza. In generale, ritroviamo questo frutto come rappresentazione positiva di fertilità, passione e buona fortuna in tutto il Rinascimento, inserito qua e là nelle opere dei pittori classici.
Il melograno, però, non è solo bello ma, come dicevamo, anche buono. Un recente studio del Politecnico di Losanna ha rilevato come l’urolitina A, sostanza presente anche nei melograni oltre che in altra frutta, potrebbe rallentare l’invecchiamento muscolare e la perdita di forza e massa tipiche dell’età avanzata. Dopo una finestra di sperimentazione animale, si è passati a somministrare urolitina A in dosi diverse a tre gruppi di anziani, mentre un quarto gruppo ha assunto solo un placebo. Negli anziani che hanno assunto l’urolitina A si è osservato come i mitocondri deputati alla contrazione muscolare si mantenessero più in salute in netta controtendenza con gli effetti dell’età che, come sappiamo, implica un ricambio cellulare più lento quando non addirittura azzerato. Inoltre, l’assunzione della molecola si è rivelata totalmente sicura a tutte le dosi, priva di effetti collaterali e comparabile all’effetto sull’organismo di una regolare attività fisica, cosa che però non tutti gli anziani sono nelle facoltà di svolgere. 
Gli effetti di questa molecola potrebbero rivelarsi importanti nel trattamento della sarcopenia, ovvero quella patologia che causa totale perdita di massa muscolare fino all’invalidità.

26/09/2019, 14:59

diete, alimentazione, massa grassa, massa magra



Mangiare-senza-ingrassare,-sogno-o-scienza?


 Mangiare senza ingrassare è possibile, lo dice la scienza..



Mangiare senza ingrassare è possibile, lo dice la scienza. E no, non parliamo di ritrovati fantascientifici, diete miracolose o operazioni chirurgiche all’avanguardia: è solo genetica.
Fortuna, direte voi, in un certo senso si. Uno studio condotto in Svizzera e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha preso in esame un campione di 30 persone, uomini e donne, con un indice di massa corporea di 18.5 o inferiore (quindi molto magri) ma con abitudini alimentari sane e normali e dalla normale attività fisica. Si è osservato come queste persone non prendessero peso pur mangiando anche in quantità superiore al fabbisogno giornaliero e si è cercato di capire perché. Sono stati prelevati dei campioni di tessuto adiposo dal loro stomaco, analizzati insieme a sangue, urine e feci e si è giunti ad una conclusione: le cellule di grasso di questi individui sono significativamente più piccole, fino al 40%, del normale e inoltre esprimono una quantità significativamente elevata di geni deputati alla scomposizione e alla produzione del grasso corporeo. Ne consegue che queste persone, pur mangiando normalmente o anche un po’ di più del normale, "bruciano" molto di più e più in fretta perché i mitocondri presenti nelle cellule adipose risultano più efficienti del solito, trasformando il cibo in energia in modo più veloce non consentendo, quindi, gli accumuli di grasso nel corpo-
La pancetta, le maniglie dell’amore o i rotolini su cosce e fianchi altro non sono che riserve di grasso che il corpo immagazzina per far fronte ad eventuali periodi di fame o carestia: nel campione esaminato queste riserve non si creano perché il loro particolare corredo genico utilizza tutto e subito.
Al di là delle semplici implicazioni quotidiane, questo studio potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti contro l’obesità patologica.
26/09/2019, 14:53

salute, alimentazione, salute dentale, energy drink, barrette energetiche



Sport-e-salute-dentale:-denti-a-rischio-per-i-troppi-energy-drink


 Gli sportivi, si sa, sono molto attenti alla salute..



Gli sportivi, si sa, sono molto attenti alla salute. Specie chi pratica sport a livello professionistico sa bene come sia essenziale prendersi cura di ogni aspetto del proprio corpo, inteso proprio come macchina e strumento di lavoro da tenere sempre in perfetta efficienza. Ecco quindi visite mediche e check up frequenti, buone abitudini alimentari, e ovviamente sport in prima linea. Un inusuale studio britannico, pubblicato sul British Dental Journal, però, rivela come curiosamente proprio tra gli sportivi siano in aumento le patologie dentali come carie e gengiviti. La ragione, sempre secondo lo studio, è da ricercarsi nel consumo da parte degli sportivi di barrette energetiche ed energy drink, spesso troppo zuccherati, che causerebbero un ambiente favorevole alla proliferazione dei batteri del cavo orale e quindi l’insorgere dei disturbi. E non si tratta neppure di cattive abitudini o scarsa cura di sé: il campione intervistato (composto da 352 atleti olimpici di varie discipline) ha risposto nel 94% dei casi di lavare i denti almeno due volte al giorno, di usare il filo interdentale e di sottoporsi a controlli periodici dal dentista, ma nonostante questo quasi la metà hanno presentato delle carie non curate e segni di infiammazione delle gengive e quasi un terzo ha rivelato che la salute orale ha spesso pregiudicato le prestazioni sportive. A questo punto, i ricercatori si sono interrogati sulla strana coincidenza e hanno scoperto che tutti questi sportivi facevano regolare uso, durante l’attività atletica, di bevande e barrette energetiche a volte anche in grandi quantità. La deduzione è stata dunque immediata, anche considerando i grossi quantitativi di zuccheri contenuti in questo tipo di alimenti che aumentano il rischio di carie e l’acidità del cavo orale, con conseguente erosione dello smalto.



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