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La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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Nutrizione in Farmacia

15/03/2019, 11:22

alimentazione, Alzheimer, dieta per invertire i sintomi di Alzheimer



Alzheimer,-a-invertirne-i-sintomi-ci-pensa-una-dieta-speciale-con-tè-verde-e-carote


 Una dieta speciale, ricca di composti presenti nel tè verde e nelle carote, hanno invertito i sintomi di Alzheimer..



Una dieta speciale, ricca di composti presenti nel tè verde e nelle carote, hanno invertito i sintomi di Alzheimer in una sperimentazione su topi geneticamente modificati per sviluppare la malattia. Ad averla messa a punto sono i ricercatori dell’Università della California meridionale in uno studio pubblicato sul Journal of Biological Chemistry. Vero è che si tratta pur sempre di uno studio su modelli animali, ma i risultati danno credito all’ipotesi che alcuni supplementi a base vegetale possano offrire protezione contro la demenza nell’uomo.
«Non occorre aspettare 10-12 anni per sintetizzare e rendere disponibile un farmaco ad hoc per questo. Oggi si possono ottenere dei risultati anche attraverso i cambiamenti dietetici», sostiene l’autore senior Terrence Town dell’ateneo californiano. Inoltre, lo studio sostiene anche l’idea che una terapia combinata possa offrire l’approccio migliore contro l’Alzheimer. In questo caso gli scienziati californiani hanno approfondito le proprietà di due sostanze specifiche: l’epigallocatechina-3-gallato (EGCG), un ingrediente chiave del tè verde, l’acido ferulico (FA), contenuto in carote, pomodori, riso, grano e avena.
I ricercatori hanno suddiviso casualmente 32 topi con sintomi simili a quelli dell’Alzheimer in 4 gruppi, ognuno dei quali conteneva anche un numero uguale di topolini sani. Per tre mesi gli animali hanno consumato una combinazione di EGCG e FA, oppure solo EGCG o solo FA o placebo a dosi ben tollerate anche dall’uomo e facilmente inseribili in una dieta sana a base vegetale o arricchita da integratori.
Prima e dopo la dieta speciale di 3 mesi, gli scienziati hanno condotto una batteria di test neuropsicologici sugli animali al pari di quelli che valutano la demenza negli esseri umani. «Dopo 3 mesi la terapia combinata ha completamente ripristinato la memoria di lavoro negli animali con Alzheimer, che nei test si sono comportati proprio come quelli sani» conferma Town, assicurando che il gruppo di ricerca continuerà ad esplorare il trattamento combinato con un’attenzione particolare alle sostanze derivate dalle piante che inibiscono la produzione delle placche beta amiloidi caratteristiche della malattia. 

15/03/2019, 11:10

alimentazione, diabete mellito,



Diabete-mellito,-stop-a-rinunce-e-restrizioni-e-più-gusto-a-tavola-con-le-ricette-stellate


 Si può conciliare il piacere della cucina con la salute? Sembrerebbe di sì..



Si può conciliare il piacere della cucina con la salute? Sembrerebbe di sì, a sentire lo chef "tristellato" Heinz Beck autore, insieme all’endocrinologo Gabriele Riccardi dell’Università Federico II di Napoli e ad Antonio Ceriello del Dipartimento di diabetologia all’IRCCS Multimedica di Milano, del volume "Diabete e alimentazione" edito da Edimes (disponibile online e da giugno in libreria).
Lo stile di vita e in particolare l’alimentazione hanno un ruolo chiave nella prevenzione del diabete di tipo 2 e delle sue complicanze, ma il luogo comune che mangiare sano equivalga a rinunce e sacrifici non è fondato. Per le persone con diabete si possono privilegiare alimenti con un minore effetto su glicemia, colesterolo e pressione senza che il gusto ci rimetta, e realizzare piatti ricchi di colori e sapori in grado di dare emozioni. 
«La nostra è una provocazione - avverte Riccardi - perché con questo libro non parliamo più di dieta, ma di un vero e proprio stile di vita. Un cambio di approccio che non solo aiuta l’alimentazione, ma migliora anche l’umore del paziente, che riesce ad affrontare con più serenità il proprio stato e le terapie». 
«È importante prestare attenzione a tutti i particolari, agli ingredienti ma anche agli orari in cui si mangia - sottolinea Heinz Beck - ma come questo libro dimostra, coniugare gusto e salute è possibile, specie se ci ispiriamo alla dieta mediterranea classica a base di cereali integrali, pesce, di frutta e verdura». E sono proprio le ricette ricche di verdure le preferite dallo chef, che ha dato nomi come "Primavera" o "Giardino d’inverno" ad alcuni suoi piatti: «Non sono un vegetariano talebano, ma sono convinto che frutta e verdura non dovrebbero mai mancare sulla tavola».
Altro consiglio prezioso è imparare ad abbinare bene le verdure e usare materie prime di stagione, più buone e più ricche di micronutrienti. L’importante è non farsi spaventare dal fatto che le ricette a prova di diabete siano la creazione di uno chef pluristellato. «L’obiettivo è trasferire dall’alta cucina alla cucina quotidiana quello che abbiamo imparato, per creare piatti equilibrati e gustosi e guadagnare salute. Non si rinuncia nemmeno al dolce a fine pasto, purché a base di frutti ricchi di antiossidanti e fibre».
Via libera dunque a frutta e verdura, cereali integrali, legumi e pesce. Sì alla carne con moderazione e con i giusti condimenti e abbinamenti. Attenzione a tutti gli zuccheri, compresi gli amidi, e alle farine bianche. «Poche regole da seguire: del resto l’etimologia di dieta non vuol dire "privazione", ma "regola", conclude Heinz Beck. «E la mancanza di tempo non può essere una scusa: se si trascorrono 2 ore al giorno sui social, si ha senz’altro il tempo per andare più spesso al mercato, mangiare bene e guadagnare salute».

15/03/2019, 11:01

alimentazione, Nestl Nutripiatto, piatto "intelligente",



Alimentazione-pediatrica,-arriva-il-kit-per-genitori-per-gestire-porzioni-e-pasti-dei-figli


 Messo a punto da Nestlé Nutripiatto, un kit composto da un piatto "intelligente"..



Messo a punto da Nestlé Nutripiatto, un kit composto da un piatto "intelligente" e da una guida didattica che spiega ai genitori come utilizzarlo, per mettere in tavola un’alimentazione sana e bilanciata nella fascia d’età dai 4 ai 12 anni. Secondo un recente sondaggio della stessa Nestlé, il 79% dei genitori preferisce avere utili, facili e pratiche indicazioni su come preparare piatti equilibrati a livello nutrizionale per i propri figli, meglio se accompagnate eventualmente da ricette ad hoc. Solo il 21% dei genitori preferisce rigide diete settimanali complesse da seguire, mentre il 93% di loro non disdegnerebbe affatto avere a disposizione le ricette degli chef. 
Sempre attraverso il sondaggio è emersa anche la tendenza tipicamente genitoriale a mettere sullo stesso piano diversi gruppi alimentari, prediligendo per i figli le proteine (35%), quasi allo stesso modo dei carboidrati (34%) e di verdure e ortaggi (31%), senza dare apparentemente peso al differente ruolo che questi alimenti svolgono nel benessere di bambini e adulti.
Per valutare scientificamente quanto e come Nutripiatto è in grado di promuovere un corretto stile alimentare nelle famiglie, partirà a breve uno studio con il supporto dell’Università Campus Bio-Medico di Roma che, coinvolgendo 3 scuole elementari e l’asilo aziendale dell’Università, andrà a validare l’efficacia di Nutripiatto nell’innescare cambiamenti positivi nei costumi nutrizionali di chi ne fa uso. Inoltre, per continuare a sensibilizzare il maggior numero di famiglie possibile sulle basi di una corretta nutrizione, sul sito Nestlé (www.nutripiatto.nestle.it) sarà possibile scaricare la guida, trovare approfondimenti, ricette consultabili liberamente e richiedere il kit Nutripiatto gratuitamente.
«Nutripiatto potrà diventare un valido alleato per invogliare i bambini a prendere parte attiva nella scelta dei cibi e nella preparazione delle ricette, riportando nelle famiglie italiane l’abitudine a consumare cibi semplici, nel rispetto della stagionalità dei prodotti e dei piatti tradizionali», ha spiegato Laura De Gara, presidente del Corso di Laurea magistrale in Scienze dell’Alimentazione e della nutrizione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. «I Paesi dell’Europa meridionale vantano oggi il triste primato del più alto tasso di obesità infantile: recenti dati dell’OMS confermano che in Italia i bambini obesi o in sovrappeso sono il 42% dei maschi e il 38% delle femmine. Va tuttavia sottolineato anche un trend positivo di miglioramento confermato dalla riduzione del numero di bambini obesi in Italia».



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