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La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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EDUCAMI

Nutrizione in Farmacia

18/01/2019, 11:44

tabagismo, diabete, obesit,



Tabagismo-alla-moda,-fumare-il-narghilè-aumenta-il-rischio-di-diabete-e-obesità


 Fumare il narghilè contribuirebbe significativamente ad aumentare il rischio di sviluppare diabete e obesità..



Fumare il narghilè contribuirebbe significativamente ad aumentare il rischio di sviluppare diabete e obesità. A sostenerlo sono i ricercatori della Brighton and Sussex Medical School con un ampio studio su 9840 partecipanti: 6742 non fumatori, 976 ex fumatori, 864 fumatori di sigaretta, 1067 fumatori di narghilè e 41 fumatori sia di sigaretta sia di narghilè. Gli scienziati hanno così scoperto come i fumatori di narghilè avessero maggiori probabilità di aumentare di peso e sviluppare diabete di tipo 2 rispetto ai non fumatori. Obesità, sindrome metabolica, diabete e dislipidemia erano tutti associati positivamente al fumo di narghilè, mentre non erano associati al fumo di sigaretta.
I risultati mettono in dubbio la diffusa convinzione che fumare narghilè sia meno tossico perché implica uno strumento progettato per purificare il fumo del tabacco, facendolo passare attraverso l’acqua. «Una singola seduta di fumo di narghilè può essere equivalente a più di un pacchetto di sigarette, e i composti tossici inalati potrebbero essere ancora maggiori», avverte Gordon Ferns capo del dipartimento di Educazione medica alla Brighton and Sussex Medical School. «Non è chiaro perché il fumo di narghilè sia associato a obesità e diabete: è possibile che le tossine nel fumo stimolino una risposta infiammatoria in grado di aumentare la resistenza dei tessuti agli effetti dell’insulina che regola il glucosio nel sangue. È anche possibile che il fumo di narghilè sia associato ad altri comportamenti sociali che favoriscono un aumento del peso corporeo».
Molte persone sono attratte dall’aroma del tabacco del narghilè, tanto da trascorrere anche molte ore a fumarlo in compagnia di amici. Tuttavia, mentre una sigaretta viene consumata mediamente con 20 aspirazioni, i fumatori di narghilè possono essere esposti a maggiori volumi di catrame, metalli pesanti e altre sostanze chimiche cancerogene per un periodo di tempo ben più lungo. 
Secondo uno studio del British Medical Journal, circa la metà dei fumatori adolescenti usa il narghilè, uno strumento che evoca un certo fascino tra i più giovani i cui effetti sulla salute potrebbero rivelarsi peggiori delle sigarette. È quindi necessario fare di più per ridurre il loro fascino per le generazioni più giovani. «Dal punto di vista della politica sanitaria - ammonisce Ferns - sarebbe importante far conoscere ai consumatori i rischi del fumo di narghilè: l’uso di tabacchi aromatizzati può essere particolarmente attraente per i giovani, e il fumo di narghilè non dovrebbe essere trattato diversamente dal fumo di sigaretta».

18/01/2019, 10:32

fake news, alimentazione, malattie croniche, diabete, alzheimer



Fake-news,-regimi-dietetici-per-vivere-120-anni-e-curare-malattie-gravi-non-esistono--


 Non esistono programmi dietetici capaci di prolungare la vita di chi li segue fino a 120 anni..



Non esistono programmi dietetici capaci di prolungare la vita di chi li segue fino a 120 anni. A fare chiarezza su regimi alimentari ampiamente pubblicizzati attraverso libri e programmi televisivi mirati, abbinati al consumo di integratori a base di spezie, è il sito della Federazione nazionale dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) Dottoremaeveroche, che ha dedicato all’argomento la nuova scheda: "Esistono diete che permettono di vivere sino a 120 anni?". 
Nonostante la riconsiderazione del ruolo dei carboidrati nella dieta e la riduzione del loro consumo sia una prospettiva interessante su cui, soprattutto negli Stati Uniti, si discute da tempo anche in ambienti scientificamente qualificati, le perplessità nascono quando queste indicazioni giungono da persone che non hanno alcuna specifica competenza in materia e, soprattutto, possono avere un ritorno personale nel commercializzare i prodotti suggeriti. Inoltre, nessuna evidenza scientifica assicura di vivere fino a 120 anni seguendo lo stile di vita proposto da questi regimi alimentari, avverte la scheda, magari con la promessa aggiuntiva di guarire anche da malattie croniche come Alzheimer e diabete.
Il campanello d’allarme su questi metodi scatta quando il paziente è invitato a sostituire farmaci assolutamente necessari per la cura per esempio del diabete con integratori e a tagliare i legami con il proprio medico curante. «Curare malattie come Alzheimer, morbo di Crohn o diabete - avvertono gli esperti della FNOMCeO -non è assolutamente possibile. Alcuni improvvisati dietologi hanno addirittura invitato le persone che ne sono affette a rompere qualunque legame con il proprio medico, mettendo in serio pericolo la salute dei cittadini».

18/01/2019, 01:52

alimentazione, fibre, OMS, longevit, low carb



Longevità,-fondamentale-l’introduzione-di-fibre-a-tavola-per-la-salute-a-lungo-termine


 Vivere di più e meglio è possibile. Talvolta è sufficiente proprio poco..



Vivere di più e meglio è possibile. Talvolta è sufficiente proprio poco: per esempio una manciata di fibre. Secondo una revisione di 185 studi e 58 trial clinici condotti nell’arco di quasi 40 anni, commissionata dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) all’Università di Otago in Nuova Zelanda e pubblicata su The Lancet, consumare almeno 25-29 g di fibre al giorno si associa a una riduzione del 15-30% dell’incidenza di patologie potenzialmente mortali come tumori, cardiopatie e ictus. Gli autori hanno calcolato che mangiare più fibre aiuta ad evitare 13 decessi e 6 casi di malattia coronarica ogni mille persone. E per 8 g di fibre consumate in più le morti totali per cardiopatie, diabete di tipo 2 e cancro al colon-retto calano del 5-27%. 
Il problema semmai è un altro: la maggior parte della popolazione mondiale non arriva a introdurre 20 g di fibre al giorno. Per fare un esempio geograficamente meno vasto e più vicino a noi in Gran Bretagna, dove le linee guida nazionali in materia raccomandano di introdurre nell’alimentazione almeno 30 g di fibre al giorno, a consumarli è solamente il 9% degli adulti. Negli Stati Uniti va anche peggio, con una media di fibre consumate in età adulta pari a 15 g al giorno. Gli autori dello studio, pur non avendo riscontrato pericoli associati a una dieta ricca di fibre, avvertono che esagerare potrebbe diminuire ulteriormente i livelli di ferro in coloro che li hanno già bassi. Inoltre, tengono a precisare che i loro risultati si riferiscono ai cibi ricchi di fibre e non alle fibre sintetiche che possono essere addizionate sotto forma di polvere agli alimenti. Infine, benché la ricerca non abbia ha indagato sul consumo totale di carboidrati, i ricercatori fanno notare che con i regimi dietetici "low-carb", cioè a basso apporto di carboidrati, si perde l’apporto in fibre assicurato dai cereali integrali.
«Tutti dati - assicura l’epidemiologa Nita Forouhi della Cambridge University - che confermano come il consumo di fibre e prodotti integrali sia molto importante per la salute a lungo termine».



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