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Nutrizione in Farmacia

30/11/2018, 11:51

prodotti surgelati, alimentazione, istituto italiano alimenti surgelati



Surgelati,-per-quasi-metà-degli-italiani-si-consumano-almeno-una-volta-la-settimana-


 Quasi un italiano su 2 (44%) consuma prodotti surgelati almeno una volta a settimana..



Quasi un italiano su 2 (44%) consuma prodotti surgelati almeno una volta a settimana e, nel 7% dei casi, anche più di 2 volte. Consumatori abituali sono gli uomini (48,9%) e gli under 54 (con un picco del 53,1% nella fascia d’età 35-54). A rivelarlo è un’indagine Doxa secondo cui gli italiani non conoscono aspetti importanti dei prodotti ’’sotto zero’’ in termini di valori nutritivi, sicurezza e modalità di consumo. Per questo l’Istituto italiano alimenti surgelati (IIAS) ha stilato un decalogo sugli alimenti surgelati per fare chiarezza e sfatare i falsi miti più comuni che riguardano questi prodotti.
  1. "Congelato" e "surgelato" pari non sono. Un italiano su tre sa che i due termini non sono sinonimi, pur non conoscendo bene le differenze. Ma sono prevalentemente i giovani e le donne ad avere le idee più confuse, considerandoli alla pari. A spiegare la differenza è Vittorio Gagliardi, presidente IIAS: i cibi congelati sono portati a temperature tra i -7°C e i -12°C (-18°C per il pesce e la carne) e conservati a temperature tra i -10°C e i -30°C. Al momento dello scongelamento, questi prodotti sono soggetti a una parziale perdita dei valori nutritivi e organolettici. I prodotti surgelati, invece, subiscono un congelamento ultrarapido fino a raggiungere in brevissimo tempo i -18°C. La rapidità di raffreddamento determina la formazione di micro-cristalli di acqua che non danneggiano la struttura biologica degli alimenti, lasciando nel prodotto pressoché intatte le proprietà nutrizionali. A casa non si può surgelare, ma il 43,5% degli Italiani non lo sa e sono in prevalenza le donne (48,9%) a mostrare questa lacuna. La surgelazione è una tecnica prettamente industriale, mentre a livello domestico è possibile solo congelare.
  2. Non si scongelano i surgelati a temperatura ambiente. Eppure il 45,5% del campione intervistato da Doxa è ancora convinto del contrario. «Il modo migliore per scongelare un prodotto ’sotto zero’ - spiega Gagliardi - è direttamente in pentola o qualche ora in frigorifero, o se si ha fretta imbustato sotto l’acqua corrente. È sconsigliato, invece, lo scongelamento con acqua calda e quello a temperatura ambiente, per evitare lunghe soste del prodotto surgelato a una temperatura non controllata’».
  3. Un prodotto scongelato può essere ricongelato. Ad una sola condizione però: che venga prima cotto. Ma così non la pensano 9 italiani su 10. È possibile, infatti, ricongelare un prodotto scongelato a patto che il cibo venga prima cotto e successivamente raffreddato rapidamente, prima di essere riposto di nuovo in freezer. 
  4. Fondamentali le indicazioni riportate in etichetta. Su questo punto gli italiani sono consapevoli, tanto che un buon 72% dei consumatori la legge e rispetta prima di consumare un prodotto surgelato. 
  5. I surgelati non contengono conservanti aggiunti. Il 66% degli Italiani ne è al corrente, perché sa che basta il freddo a garantire la lunga conservazione dei cibi. Ma per oltre un italiano su 4 non è così (26%), ritenendo che i prodotti surgelati siano pieni di conservanti aggiunti. In un prodotto surgelato, per legge, non si può aggiungere nessun conservante allo scopo di prolungarne la vita.
  6. Le verdure surgelate non contengono coloranti. «Parlando di additivi aggiunti, altra fake news riguarda la credenza per cui le verdure surgelate avrebbero un colore brillante perché piene di coloranti», aggiunge Gagliardi. «Invece questo avviene perché, prima della surgelazione, gli ortaggi vengono sottoposti ad un adeguato trattamento termico (blanching) necessario per disattivare gli enzimi che ne potrebbero causare il deterioramento ed è così che si fissa il colore naturale, che risulta ancora più brillante».
  7. Le verdure surgelate sono analoghe alle fresche per vitamine e nutrienti. Sette italiani su 10 credono che le verdure surgelate siano meno ricche di nutrienti e vitamine rispetto a quelle fresche; percentuale ancor più alta tra gli under 35 (74,3%). In realtà, i prodotti surgelati sono paragonabili ai freschi perché passano solo poche ore dal momento della raccolta a quello della surgelazione degli alimenti. Le verdure surgelate conservano al meglio non solo le caratteristiche organolettiche e nutrizionali (vitamine, proteine e carboidrati), ma anche la stessa struttura e il sapore dei prodotti freschi originali, fino alla data di scadenza. 
  8. Il pesce fresco e quello surgelato hanno lo stesso valore nutritivo. Lo sanno 4 Italiani su 10. Le proprietà nutrizionali dei due prodotti, infatti, sono identiche: il pesce surgelato è una fonte naturale di macronutrienti (tra cui proteine nobili e acidi grassi omega-3), ma è anche ricco di micronutrienti come vitamine (A e D) e sali minerali (iodio e selenio).
  9. I prodotti ittici surgelati sono sicuri al 100%. L’indagine mostra che il 37,8% del campione intervistato ritiene il pesce surgelato più sicuro di quello fresco (contro il 27,2% che lo ritiene meno sicuro, mentre circa il 26% li considera equivalenti). In questo settore merceologico le normative di riferimento hanno imposto regole molto rigide che fanno anche dell’imballaggio un modello di trasparenza.
  10. Al ristorante attenzione all’asterisco. Nei ristoranti la presenza di un prodotto surgelato/congelato deve obbligatoriamente essere indicata all’interno del menù con un ’’asterisco’’. Poco meno di 1 italiano su 2 (47,3%) considera la presenza dell’asterisco nei menù un’informazione inutile. Il 39,3% sostiene che se vuol mangiare un prodotto al ristorante, lo ordina anche se surgelato. Di contro, però, poco più della metà degli intervistati (52,7%) reputa la presenza dell’asterisco un’informazione utile che spesso condiziona negativamente le proprie scelte alimentari. «L’asterisco nei menù non è imposto da un obbligo di legge, ma da una giurisprudenza consolidata da decenni attraverso sentenze della Corte di Cassazione», conclude Vittorio Gagliardi. «Tali sentenze si basano su un presupposto: il consumatore/cliente del ristorante si aspetta che tutto quanto venga servito sia preparato con materie prime/ingredienti freschi, senza la necessità che compaia il termine fresco accanto al prodotto servito. Da qui la suprema Corte ha stabilito l’obbligo per il ristoratore di precisare l’eventuale ricorso a materie prime/ingredienti congelati/surgelati».
 



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