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Nutrizione in Farmacia

11/01/2019, 11:59

alimentazione, disturbi alimentari, vigoressia,



Disturbi-alimentari-in-crescita,-bisogna-imparare-a-mangiare-in-modo-consapevole-


 Aumentano i disturbi alimentari, che colpiscono in età sempre più precoce..



Aumentano i disturbi alimentari, che colpiscono in età sempre più precoce a partire da 11-12 anni. Rifiuto del cibo o grandi abbuffate restano i problemi più frequenti, ma a crescere è anche la vigoressia. A segnalarlo è Annalisa Venditti, psicologa esperta dei disturbi del comportamento alimentare presso il Gruppo Ini, Istituto neurotraumatologico italiano. Sotto accusa un profondo disagio che trasforma la voglia di essere magri e belli in una patologia, aggravato dall’utilizzo dei social che consentono di creare profili online, utilizzati in questo caso per mettersi in mostra in una vetrina alla quale tutti hanno libero accesso facilitando confronti con modelli di bellezza irraggiungibili.
«Anoressia e bulimia, legate al controllo del peso (nel primo caso una restrizione patologica alimentare che porta a forte dimagrimento, nel secondo con mangiate incontrollate cui seguono condotte compensative quali vomito, abuso di lassativi/diuretici e sport estremo), sono i più diffusi soprattutto tra le donne, che più spesso tendono a seguire modelli di bellezza estetica», spiega Venditti. «Stanno però aumentando le forme miste, in cui si passa dall’anoressia nervosa alla bulimia in diverse fasi della vita, e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder), una sorta di bulimia senza comportamenti di compenso che porta frequentemente all’obesità: circa il 30% degli obesi sembra essere affetto da questo disturbo».
Qual è dunque l’identikit della persona che ha problemi con il cibo? «I disturbi alimentari colpiscono più le donne (soprattutto per anoressia e bulimia), con esordio più frequente nell’adolescenza», prosegue l’esperta. «Ma l’età si sta abbassando: già con l’ingresso nella scuola media ci si sente donne, ci si trucca, si utilizzano i cellulari come vetrina e c’è il desiderio di essere belle. Il problema è aumentato anche negli uomini, sempre più attenti al fisico: la vigoressia, o anoressia reversa, è una forma di dismorfismo corporeo che porta la persona a una continua ossessione per il tono muscolare, l’allenamento, la massa magra, una dieta ipocalorica e iperproteica, uno stile alimentare dannoso per ottenere un fisico pompato, cui spesso si aggiunge l’uso di sostanze illegali per raggiungere l’obiettivo».
"I bambini nascono sani, con bisogni di fame e sazietà che fanno regolare il peso», avverte Venditti. «Poi subentra una serie di condizionamenti. Per esempio familiari: ci sono famiglie che elogiano troppo la magrezza, che mettono i figli a dieta da piccoli. Decidono gli altri cosa mangiare, iniziano i divieti e il cibo diventa un nemico. Un improvviso controllo estremo del cibo con paura di ingrassare, difficoltà a mangiare con gli altri, bassa autostima, attività fisica eccessiva, scomparsa di grandi quantità di cibo e resti trovati in posti anomali (camera da letto, armadi, cassetti per bulimia e binge eating), rituali alimentari particolari, estrema selettività alimentare, problemi gastrointestinali sono alcuni esempi dei campanelli d’allarme».
Insomma, l’alimentazione è una funzione biologica primaria e quando viene compromessa, è compromessa gran parte della vita anche nelle relazioni sociali. Le diete da sole non sono risolutive perché non si tratta di un problema di linea ma di disagio e insicurezza, di attenzione morbosa verso il corpo. E la restrizione alimentare non lo risolve, bensì lo amplifica. Secondo l’esperta, bisogna imparare a mangiare in modo consapevole, tornare a riconoscere i segnali di fame e sazietà, non imporsi divieti e lavorare sui fattori cognitivi ed emotivi per comprendere quali sono i reali motivi che hanno portato alla compromissione di questo comportamento.



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