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EDUCAMI

Nutrizione in Farmacia

12/04/2019, 11:56

obesit, alimentazione, IBDO, ipertensione, dislipidemia, cardiopatia, sovrappeso



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 Nel nostro Paese ben il 46% degli adulti over 18..



Nel nostro Paese ben il 46% degli adulti over 18 (oltre 23 milioni di persone) e il 24,2% di bambini/adolescenti tra i 6 e i 17 anni (1 milione e 700 mila persone), che salgono al 31,9% se residenti al Sud, è in eccesso ponderale. È questa l’immagine scattata dall’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation nella prima edizione dell’Italian Obesity Barometer Report, realizzato in collaborazione con Istat. Secondo il rapporto, le donne mostrano un tasso di obesità inferiore (9,4%) rispetto agli uomini (11,8%), mentre ancora più marcata è la differenza tra bambini e adolescenti con il 20,8% delle bambine in eccesso di peso rispetto al 27,3% dei maschi. 
Il rapporto, insomma, conferma come l’eccesso di peso sia un problema molto diffuso soprattutto al Sud e nelle Isole: in particolare tra i più giovani, dove sono ben il 31,9% e 26,1% rispettivamente i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso, rispetto al 18,9% dei residenti del Nord-Ovest, il 22,1% del Nord-Est e il 22% del Centro. Tra gli adulti, le diseguaglianze territoriali sono meno marcate: il tasso di adulti obesi varia dall’11,8% al Sud e nelle Isole, al 10,6 e 10,2 % nel Nord-Est e Nord-ovest rispettivamente, fino all’8,8% del Centro. Anche per la sedentarietà emerge un forte gap territoriale Nord-Sud. Fatta eccezione per la Sardegna, nella maggior parte delle regioni meridionali e insulari più di un terzo dei giovani non pratica sport né attività fisica con percentuali più elevate in Sicilia (42%), Campania (41,3%) e Calabria (40,1%).
«Possiamo ormai considerare l’obesità un’emergenza sanitaria, con serie conseguenze per gli individui e la società in termini di riduzione sia dell’aspettativa sia della qualità della vita, e notevoli ricadute economiche», spiega il presidente di IBDO Foundation Renato Lauro. «Siamo convinti che la raccolta e la condivisione di informazioni, alla base del confronto e dei processi decisionali, possano contribuire a ridurre il peso clinico, sociale ed economico che questa malattia rappresenta e potrà rappresentare».
Oltre alla differenza di diffusione dell’obesità tra Nord e Sud Italia, lo stesso divario si riscontra anche tra zone rurali e centri urbani: la quota più elevata di persone obese (12%) si rileva nei piccoli centri sotto i 2000 abitanti, mentre nei centri dell’area metropolitana tale quota scende all’8,8%. Ma dal 2001 al 2017 gli incrementi più elevati nella prevalenza dell’obesità si sono osservati proprio nei centri delle aree metropolitane (6,8-8,8%) e nelle loro periferie (8,2-10,9%).
«Oltre alle disuguaglianze territoriali, un importante ruolo lo gioca il livello d’istruzione. Un elevato titolo di studio rappresenta, infatti, un fattore protettivo per l’obesità, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione a vari livelli e ancor più per quella primaria. Nel 2017, l’obesità interessava solo il 6,6% dei laureati, mentre sale al 14,2% tra coloro che hanno conseguito la licenza media», osserva Roberta Crialesi, dirigente del Servizio Sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia di Istat. «Inoltre, analizzando il fenomeno dell’eccesso di peso in relazione ad alcune informazioni che si riferiscono al contesto familiare, si osservano prevalenze più elevate tra bambini e ragazzi che vivono in famiglie con livello di istruzione dei genitori più basso, passando dal 18,5% di quelli con genitori con un alto titolo di studio, al 29,5% di quelli con genitori con basso titolo di studio».
Secondo Paolo Sbraccia, vice presidente di IBDO Foundation e ordinario di Medicina interna all’Università Tor Vergata di Roma che ha coordinato l’Italian Obesity Barometer Report, «l’obesità va considerata una vera e propria malattia cronica recidivante che causa molteplici complicanze disabilitanti e mortali come diabete tipo 2, ipertensione arteriosa, dislipidemia, cardiopatia ischemica, insufficienza respiratoria con sindrome delle apnee notturne, osteoartrite. Più di recente è emerso che l’obesità causa un numero elevato di neoplasie, che interessano prevalentemente (ma non solo), l’apparato gastrointestinale. Negli Stati Uniti quasi il 40% di tutti i tumori si associa all’eccesso ponderale con una riduzione dell’aspettativa di vita di circa 10 anni e dell’aspettativa di vita in buona salute di circa 20 anni».


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