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Nutrizione in Farmacia

15/05/2019, 11:26

alimentazione, celiachia, pazienti camaleonte, AIC



Settimana-della-celiachia,-in-Italia-diagnosi-in-calo-ma-sfuggono-i-pazienti-“camaleonte”-


 Se nel 2016 le diagnosi di celiachia sono state 15.500 in più rispetto al 2015..



Se nel 2016 le diagnosi di celiachia sono state 15.500 in più rispetto al 2015, nel 2017 il tasso di crescita di nuovi casi riconosciuti si è dimezzato rispetto all’anno precedente, registrando solo 8 mila casi in più del 2016. Una battuta d’arresto che, secondo gli esperti, non contribuisce a spiegare perché ancora oggi mancano all’appello ben 400 mila delle 600 mila persone con celiachia stimate in Italia.
Tanti, infatti, sono i cosiddetti "pazienti camaleonte" nascosti alla diagnosi perché hanno sintomi insoliti: dalle afte ricorrenti in bocca a un’orticaria fastidiosa, dall’anemia all’infertilità, sono tanti i disturbi meno noti associati alla celiachia, che pochi conoscono e dunque collegano a una possibile intolleranza al glutine.
Riconoscere anche questi casi sommersi è l’obiettivo dell’Associazione nazionale celiachia (AIC), che in occasione della settimana nazionale della celiachia, dall’11 al 19 maggio, accende i riflettori sulle manifestazioni meno consuete dell’intolleranza al glutine per favorire una diagnosi tempestiva. Con un appello a specialisti come ginecologi, ortopedici, dentisti ed ematologi, di rado coinvolti nella diagnosi di celiachia, perché diventino anche loro "medici-sentinella".
Numerose le iniziative che animeranno la settimana per diffondere la conoscenza della celiachia e ribadire l’importanza di garantire ai pazienti il diritto all’assistenza integrativa per la terapia senza glutine. L’elenco completo delle attività è disponibile sul sito www.settimanadellaceliachia.it, dove per l’occasione è anche a disposizione il filo diretto con gli esperti per domande di carattere medico, nutrizionale o sui diritti e le tutele dei celiaci. Durante la settimana saranno presenti medici dietisti a disposizione dei pazienti in Lombardia, Piemonte, Sicilia e Umbria; menù senza glutine per tutti nelle scuole di Emilia Romagna, Liguria e Lombardia; stand AIC nelle manifestazioni sportive nelle Marche e in Val d’Aosta; corsi di cucina senza glutine in tutta Italia.
"Le diagnosi stanno rallentando», spiega Giuseppe Di Fabio, presidente AIC. «Nel nostro paese conosciamo perfettamente i numeri della malattia grazie alla raccolta dati da parte di ciascuna ASL che eroga l’assistenza per i prodotti gluten free, un caso unico in Europa e nel mondo. Da questi dati sappiamo che le diagnosi attuali sono poco più del 30% di quelle attese sulla base dell’epidemiologia della celiachia, che colpisce l’1% della popolazione e riguarda perciò circa 600 mila italiani».
«In tempi in cui si parla molto di celiachia e di dieta senza glutine, spesso adottata per scelta e prima della diagnosi del medico - prosegue l’esperto - siamo ancora poco efficaci nella diagnosi dei pazienti con sintomi non classici e insoliti, che possono trascorrere anni senza sapere di essere celiaci: sono soprattutto loro a mancare all’appello della diagnosi, restando esposti alle gravi complicanze della celiachia non curata».
Per questo la Settimana della celiachia richiama il camaleonte per diffondere consapevolezza sui segni meno scontati della malattia: malattie dermatologiche (alopecia, psoriasi e orticaria), metaboliche ed endocrinologiche (diabete tipo 1, osteoporosi e osteopenia), tiroiditi autoimmuni, pubertà ritardata, anemia, carenza di ferro, astenia, affaticabilità, carie, disturbi allo smalto e afte ricorrenti, fratture frequenti, ansia, cefalea e patologie ginecologiche (infertilità, prematurità, aborti ripetuti). «Tutti segni che dovrebbero far sospettare la celiachia e portare il paziente a sottoporsi ai test diagnostici», avverte Marco Silano, coordinatore del Comitato scientifico AIC.


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